— Non si decidono ancora, signore? — chiese Garcia ad Alvaro.
— Sono sicuri di tenerci e fors’anche di prenderci, — rispose il giovane Correa. — Aspetteranno che l’oceano si calmi un po’.
Tuttavia noi non dormiremo che uno alla volta. Tu che sei il più giovane, va a riposare.
— Appena sentirete i vostri occhi a chiudersi, chiamatemi.
— Non temere, ragazzo mio. —
Alvaro prese i due moschetti e salì sul cassero, dove le onde non potevano giungere e si sedette su un cumulo di cordami, tenendo gli sguardi fissi sulla spiaggia.
La notte era calata rapidamente, una notte tenebrosissima essendosi il cielo nuovamente coperto di pesanti nuvoloni gravidi di pioggia.
I brasiliani avevano accesi numerosi fuochi sulla riva e vi si erano accoccolati intorno.
Alvaro dall’alto del suo osservatorio li vedeva gesticolare e indicarsi lo scoglio contro cui si era infranta la caravella.
Certo facevano i loro progetti per impadronirsene e saccheggiarla. Di quando in quando qualcuno si alzava e mandava delle grida mentre faceva volteggiare in aria la sua mazza come se fosse dietro a massacrare qualcuno, poi lo si vedeva spiccare dei salti innanzi ed indietro come se combattesse contro un invisibile nemico.