Il giovane indiano era rimasto muto, guardando ora l’uno ed ora l’altro, poi si era precipitato verso Diaz, — esclamando:

— Il padrone! Il pyaie degli Eimuri! Ah! Come sono felice di rivedervi ancora vivi!

— Sei solo? — chiese Diaz.

— Precedo le donne che vengono a fare la provvista d’acqua. Fuggite o verrete scoperti.

— Seguici! —

Il ragazzo gettò il vaso nello stagno e si mise dietro ai tre uomini che fuggivano a tutte gambe attraverso la foresta.

Non si arrestarono che un chilometro più lontano, in mezzo ad un gruppo di bananeire le cui immense foglie erano più che sufficienti per nasconderli.

— Parla, Japy, — disse il marinaio quand’ebbe ripreso fiato. — È nell’aldèe dei Tupy il fanciullo bianco?

— Sì, — rispose il giovane. — L’hanno condotto prigioniero due giorni or sono, prima della seconda battaglia data agli Eimuri.

— Temevo che lo avessero divorato.