— Sono un Tupinambi e non già un Tupy, — rispose il ragazzo con fierezza — e tu sei il mio padrone.
Io farò tutto ciò che vorrai gran pyaie, purchè mi riconduci nella mia tribù.
— Qual è la porta più prossima al carbet del prigioniero?
— Quella che guarda verso il sole che tramonta.
— Noi vi saremo, — disse il marinaio. — Quando udrai il sibilo del cobra cipo (serpe liana) tu l’aprirai e noi entreremo nell’aldèe.
— Puoi accostare Garcia ed avvertirlo di tenersi pronto? — chiese Alvaro.
— Glielo griderò passando dinanzi al carbet. I Tupy non conoscono la lingua degli uomini bianchi ed il piccolo pyaie mi comprenderà.
— Va, onde le donne non si impressionino della tua scomparsa, — disse il marinaio, — e facciano sorgere dei sospetti nei Tupy.
Quando l’astro rosso tramonta, — disse il ragazzo, — io sarò al mio posto e aspetterò il segnale. —
E partì rapido come una freccia, scomparendo in mezzo alle piante.