— Come sei caduto nelle zampe di questi furfanti? Se tu mi avessi subito seguito non ti troveresti in questa brutta situazione e nemmeno io.

— Avevo ben cercato di fuggire anch’io verso la savana, signor Alvaro, — rispose Garcia, — quando mi vidi piombare addosso i fuggiaschi.

Feci fuoco sperando di arrestarli e mancai, per mia disgrazia, il colpo.

Un indiano gigantesco mi prese fra le braccia e mi portò via correndo all’impazzata, poi fui chiuso in una rete e trasportato nella foresta.

Gli Eimuri ci inseguivano con accanimento cercando di fare dei prigionieri per poi divorarli.

I Tupy si credevano ormai perduti, quando un’orda dei loro compatriotti, gli abitanti di questo villaggio, piombarono sui vincitori facendo una strage orrenda.

Credo che nessun Eimuro sia sfuggito al massacro.

— Abbiamo veduto i loro cadaveri, — disse Alvaro. — E poi?

— Mi cacciarono in questa capanna facendomi comprendere che mi avrebbero divorato.

— Ti trattavano male?