— Ci rifugieremo nel quadro. Lo scoppio non farà troppi guasti. Hai finito di caricare?
— Sì, signore.
— Mira la seconda piroga; io m’incarico della prima.
Due altri spari rimbombarono a breve tratto l’uno dall’altro e altri due indiani caddero sui loro banchi, uno morto sul colpo e l’altro ferito.
Urla acutissime risposero a quella seconda scarica, poi una voce tuonante s’alzò sola, gridando replicatamente:
— Caramurà!... Caramurà!... —
Era una maledizione scagliata contro i possessori del fuoco celeste o voleva significare qualche cosa d’altro? Alvaro non ebbe il tempo di cercarne la spiegazione.
Le quattro piroghe con un ultimo sforzo erano già giunte sotto la prora della caravella che era la parte più bassa e che meglio si prestava ad un abbordaggio.
Il signor di Correa si era impadronito d’un pezzo di scotta che aveva accesa ancora prima che cominciasse il combattimento e che bruciava sulla murata.
— Nel quadro, Garcia! — gridò.