La loro sorpresa doveva essere ben grande nel vedere entrambi gli assediati armati di quei terribili istrumenti di distruzione, mentre il giorno innanzi il solo Alvaro ne era provvisto.
Quale potenza avevano dunque quei pyaie dalla pelle bianca per rapire così facilmente al cielo il fuoco che fulminava?
I due colpi d’archibugio erano andati a vuoto; tuttavia lo spavento dei selvaggi era stato egualmente intenso.
La collera non doveva però tardare ad avere la prevalenza e vincere quel momento di terrore.
Ed infatti non erano trascorsi dieci minuti quando si videro i selvaggi precipitarsi nuovamente fuori dai carbets e raggiungere le barricate.
Ululavano spaventosamente, lanciando nuvoli di freccie; mentre i loro capi pronunciavano arringhe infuocate per incoraggiarli e spingerli all’attacco.
Due uomini soli che da ventiquattro ore tenevano in iscacco una intera tribù che godeva fama di essere invincibile, era cosa inaudita e anche vergognosa.
— Garcia, — disse Alvaro. — Non perdiamoci d’animo o verremo presi.
I selvaggi si preparano per un tentativo supremo.
Se non riusciamo a respingerli, domani verremo mangiati.