— Se giungessero prima di domani!

— Lasciamo i selvaggi e mangiamo un boccone giacchè ci lasciano tranquilli. —

I Tupy si erano tutti ritirati trasportando il cadavere del capo e degli altri caduti durante quel breve, ma terribile combattimento, senza più occuparsi delle barricate.

Solamente alcuni guerrieri erano rimasti nascosti dietro gli angoli dei carbets per impedire la fuga agli assediati.

Delle grida lamentevoli echeggiavano nelle ultime capanne che si addossavano alle cinte, grida e pianti di uomini, di donne e di fanciulli.

Pareva che la tribù intera piangesse la morte del capo.

Alvaro, profondamente impressionato, aveva ingollato a stento pochi bocconi, poi si era rimesso in osservazione sulla cima del carbet.

Sentiva per istinto che qualche tremendo pericolo lo minacciava e che quei selvaggi non avrebbero tardato a vendicare la morte del valoroso guerriero e dei suoi compagni.

Garcia poi era in preda ad un vero spavento e guardava con orrore le gigantesche pentole che barricavano la porta della capanna, entro una delle quali, presto o tardi, avrebbe dovuto cucinare.

Tuttavia anche quella giornata trascorse senza allarmi. Gl’indiani non avevano cessato di urlare lugubramente e di suonare i loro pifferi di guerra.