Quando il sole scomparve e le tenebre invasero l’aldèe, grida e suoni cessarono improvvisamente.

Alvaro, assai preoccupato, guardò il mozzo che di quando in quando era scosso da un tremito.

— Hai paura è vero, mio povero Garcia? — gli chiese.

— Mi pare che la morte mi sfiori, — rispose il mozzo. — Che domani siamo ancora vivi? —

Alvaro non ebbe il coraggio di rispondere. Si rizzò portandosi verso la parte più alta del carbet ed interrogò ansiosamente l’orizzonte, spingendo gli sguardi verso ponente dove il cielo ancora rosseggiava.

— Ancora nulla, — mormorò. — Che giungano troppo tardi?

Si lasciò cadere sul tetto mettendosi il fucile fra le ginocchia.

Le tenebre cadevano rapidissime anche verso ponente, coprendo la striscia rossastra la quale si dileguava con fantastica velocità e nel villaggio regnava il più profondo silenzio. Si avrebbe detto che gl’indiani avevano abbandonate le loro capanne.

— Che cosa fanno? Che cosa preparano? — si chiedeva con angoscia Alvaro. — Questo silenzio mi fa paura! —