Il marinaio e Rospo Enfiato, più fortunati di Alvaro, avevano rapidamente approfittato del terrore che aveva invasi i Tupy dopo quel primo colpo d’archibugio.

Mentre i selvaggi si sbandavano da tutte le parti, si erano slanciati in un viottolo laterale che serpeggiava fra i carbets fuggendo disperatamente verso la cinta, credendo in buona fede di aver alle spalle anche Alvaro.

Giunti dietro la palizzata, in prossimità della porta che Japy non aveva ancora chiusa, con loro stupore si erano accorti di essere soli.

— Il disgraziato si è smarrito! — aveva esclamato Diaz, facendo un gesto di disperazione. — Invece di fuggire verso le cinte si è diretto verso il centro dell’aldèe.

Rospo Enfiato, torniamo e cerchiamo di salvarlo! —

Il Tupinambi lo afferrò invece strettamente per un braccio dicendogli:

— La pelle pesa indosso al pyaie bianco? Eccoli che arrivano i Tupy. Fuggi se vuoi salvare la vita.

I Tupinambi vendicheranno la morte degli uomini dalla pelle bianca. —

I Tupy, rimessisi dalla sorpresa e dal terrore, avevano ripresa la corsa.

Avendo scorti quei due uomini fuggire verso la cinta, si erano subito immaginati che potessero essere dei nemici e si erano scagliati sulle loro traccie agitando furiosamente le mazze.