— Ci hanno seguiti lungo il fiume senza che noi ce ne accorgessimo.
— Sono ben furbi quei bricconi.
— Vedremo se saranno capaci di prenderci.
— Non mi lascierò divorare senza aver prima consumate tutte le mie freccie e ne ho almeno una quindicina.
— Ed io altrettanto, — rispose l’indiano.
Le canoe erano giunte dinanzi ai paletuvieri, e si erano riunite, ad una sessantina di passi dal luogo ove si trovavano nascosti i due fuggiaschi.
— Sbarchiamo qui? — aveva domandato un indiano.
— Sì, — aveva risposto un altro che doveva essere il capo della spedizione a giudicarlo dal diadema di penne di tucano che portava sulla testa. — Devono aver preso terra su questo isolotto.
Dividiamoci in due drappelli e lasciate uno di noi a guardia delle canoe. —
Legarono i legnetti ad un tronco d’un paletuviero, poi, passando di ramo in ramo, i quaranta o cinquanta guerrieri scesero sull’isolotto.