L'ultima è ormai scomparsa per le guerre sanguinose e non ne esiste ormai più nessun rappresentante, nemmeno fra gli Assiboini e gli Algonchini.
Non vi è più nessun Mandano nel Canadà.
Quegli indiani vestiti ormai quasi all'europea, con un cilindro in testa spelato ed ammaccato, adorno di qualche etichetta di sardine di Nantes, con dei lunghi calzoni neri sbrindellati, che altro non conservavano dell'antico costume che una pelle di bisonte malamente conciata o qualche coperta variopinta e tutta rattoppata, facevano una ben meschina figura, quantunque non avessero ancora perduta la tinta più o meno bruno-rossastra e le capigliature lunghe.
Fenimore Cooper non avrebbe potuto più riconoscere in quei guerrieri degenerati nessuno dei suoi eroi.
— Peccato! — mormorava lo studente, il quale non si stancava di osservarli, quantunque non vedesse più, sopra i lunghi capelli svolazzanti, i diademi di piume multicolori, o sui loro dorsi le artistiche acconciature di tacchino selvatico. — La civiltà ha distrutto la poesia delle pelli-rosse perfino in mezzo alle regioni nevose. —
A mezzodì l'automobile, sempre rimorchiando splendidamente la carrozza-salon, dopo una corsa di oltre trecentocinquanta chilometri, si cacciava sotto le immense foreste che coprono ancora buona parte dell'Alto Canadà e che si spingono, quasi ininterrottamente, fino sulle sponde meridionali della vastissima baia di Hudson.
— Walter, — disse il canadese, — ecco il momento di provare la vostra abilità nel maneggio delle armi da fuoco. Entriamo nel regno della grossa selvaggina. Spero che non vi rincrescerà assaggiare un buon filetto di bisonte o d'alce o di mooses.
Io cercherò di aiutarvi, non essendo un pessimo tiratore.
— Non sareste nemmeno Canadese, — rispose lo studente bocciato. — Si dice che i vostri compatriotti siano i migliori cacciatori del mondo.
— Ed infatti la Compagnia delle pelliccie della baia d'Hudson preferisce arruolare i nostri piuttosto che gli altri.