— Ohè, signor studente, credevate di andare al Polo placidamente sdraiato su un sedile o su un letto, col cuoco sempre ai vostri ordini e la stufa sempre russante?
— No, no, signor Gastone, tutt'altro.
— Allora non vi lamentate così presto, mio bravo campione di Cambridge, — disse il canadese, ridendo.
— Converrete però con me che la nostra situazione può diventare poco allegra. Guardate: comincia a nevicare per di più.
— Ah!... Questa sì che secca, se l'assedio dovrà prolungarsi.
— Se non ci fossero sotto le vetture quei cinque o sei lupi si potrebbe scendere sotto la capote e metterci al coperto.
— Non vi consiglio di tentarlo, Walter. Queste bestie sono ancora troppo affamate. Suvvia, riprendete il fucile e cerchiamo di decimare quelle bestiaccie. —
L'ex-baleniere, durante quel dialogo, non aveva cessato di far fuoco. Disteso sulla capote mirava con calma, da uomo che ci tiene a non sprecare le sue cartuccie, e ogni volta che un lupo commetteva l'imprudenza di mostrarsi lo fulminava con una precisione meravigliosa.
Se parlava poco agiva molto, destando un vero entusiasmo nel canadese.
Per una mezz'ora i tre viaggiatori continuarono a sparare, sbagliando ben pochi colpi, poi sostarono.