— Finalmente!... — esclamò lo studente che pel primo si era calato nel carrozzone, andando a cadere su una cassa. — Ora i signori lupi avranno da fare con noi.
— Accendete una lampada, — disse il canadese, il quale lo aveva subito seguito.
— E poi la stufa, signore. Io non posseggo la pelle di quell'orso di Dik. È vero che lui è stato baleniere. —
Come al solito, chiacchierava assai ma agiva anche molto. Il lume fu acceso, poi subito dopo la stufa, operazione facilissima che non richiedeva nemmeno mezzo minuto, non trattandosi che di dar fuoco all'essenza minerale, quindi fu sturata una bottiglia di vecchio wisky che in quel momento era più necessaria della stufa, poichè i due viaggiatori erano intirizziti dal freddo.
Riscaldatisi con un paio di bicchierini e rimesse a posto le due tavole del tetto per impedire l'ingresso alla neve, che cadeva sempre abbondante, si misero a cercare la cassetta contenente le cartuccie di dinamite, impresa facile poichè tutte le casse erano state prima diligentemente numerate.
— Ecco qui tanta materia esplosiva da far saltare tutti i lupi della terra, — disse il canadese prendendone, con precauzione, cinque o sei. — Walter, aprite una finestra mentre io accendo una miccia.
— Non salteremo anche noi per caso? — chiese lo studente. — Io ho sempre avuto un gran terrore per questi terribili esplosivi.
— La cartuccia è pesante e andrà ben lontana.
— E la neve non spengerà la miccia?
— Non vi è pericolo. —