Si era alzato e proteggendosi gli occhi con ambe le mani, per vincere i bagliori acciecanti del sole riflettentisi sulla bianca pianura, aveva spinti gli sguardi verso il settentrione.

Una linea azzurro-cupa spiccava vivamente sul luminoso orizzonte, cosparso di grossi punti bianchi.

— È la baia coi suoi quasi eterni ghiacci galleggianti, — disse. — Se qualche accidente non interrompe la nostra corsa, faremo presto a raggiungere il Polo.

Speriamo che i canali delle terre boreali siano tutti gelati e tutto andrà allora bene.

— Una grande bella baia, è vero signor di Montcalm? — chiese Walter.

— Sarebbe anzi stato meglio chiamarla mare di Hudson, poichè è un vero mare.

È vero che il suo scopritore non aveva avuto il tempo di constatarne la vastità.

— Perchè naufragò forse?

— Peggio che peggio, amico. La sua fine fu tragica e forse terribilmente tragica.

Era un gran bravo navigatore quel vostro compatriotta che si era già distinto in altre navigazioni polari nei pressi dello Spitzberg e che era salito in grande fama per le sue osservazioni idrografiche e magnetiche, fra le altre quella sull'inclinazione dell'ago magnetico.