— Non sprofonda affatto, anzi spinge a galla uno dei suoi più giganteschi abitatori.

— Eccola la briccona!... Che colossale balena!... Deve essere una franca, è vero, Dik?

— Sì, signore, — rispose l'ex-pescatore di cetacei, agitando in alto il braccio destro e stringendo le dita come se cercasse di afferrare qualche rampone.

— Fulmini di Giove!... — esclamò lo studente. — Ero dunque io cieco poco fa per non vedere un simile mostro? —

A soli cinquecento metri dalla riva, fra due gigantesche montagne di ghiaccio, era bruscamente comparsa a galla una enorme massa nera che aveva l'aspetto d'un fuso di metallo, poichè percossa dal sole luccicava come se fosse d'acciaio.

All'estremità d'uno dei due capi, delle nuvole di vapore sfuggivano ad intervalli, producendo un rumore strano, allargandosi in forma d'un V.

Era una magnifica balena franca, una delle pochissime sfuggite alla ferocia dei balenieri americani ed inglesi, i quali ormai le hanno quasi completamente distrutte.

Quel gigante dei mari, il più grosso della specie, doveva misurare per lo meno una ventina di metri in lunghezza e pesare intorno alle settanta tonnellate, il peso di trecento grossi buoi legati insieme.

— Come mai si trova così presso la costa? — chiese il canadese al marinaio.

— Cercherà forse qualche posto adatto per deporre il balenottero, poichè quella è una femmina e non un maschio.