— Certo, signore. Sono fortune che toccano di rado a quei poveri diavoli sempre in lotta colla fame.
Che scorpacciate di lardo che faranno se riusciranno a catturarla!... E che bevute d'olio!...
— Con quei piccoli canotti di pelle di foca o di morsa oserebbero tanto? — domandò il canadese.
— Vedrete all'opera quegli audacissimi pescatori. Sono in buon numero: una cinquantina per lo meno.
Ah!... Godiamo una caccia emozionantissima. Che peccato non aver qui il mio rampone e.... —
Dik si era bruscamente interrotto, mentre un urlo spaventevole aveva lacerata l'aria: l'urlo della balena.
— Si è arenata!... — esclamò quasi subito lo chaffeur. — Che festa per gli esquimesi!... —
La sua voce si perdette fra i clamori assordanti che uscivano dalla gola del gigante dei mari.
— Sì, sì, si è arenata!... — gridarono a loro volta il canadese e lo studente.
Era vero!... Il colosso, reso certamente pazzo da atroci dolori causatigli o dalla perdita della lingua o dai morsi del vorace crostaceo, era andata a cadere, dopo un ultimo e più disperato slancio, su un banco subacqueo che non aveva potuto scorgere, ed era rimasta come ancorata, con tre quarti del corpo allo scoperto.