I suoi compagni, sorpresi da quell'improvviso assalto, erano rimasti sull'automobile, certissimi di aver facilmente ragione in nome della legge.
Avevano però fatto male i conti. In un baleno cento mani robuste li afferrarono, li trassero giù stringendoli al collo, alle braccia, alle gambe, e li scaraventarono brutalmente a terra, disarmandoli prontamente delle loro mazze.
I disgraziati, subito ben pesti, avevano appena toccato il suolo che si sentirono gettati in aria, colle divise a brandelli.
La folla voleva la sua parte.
Quei poveri diavoli, intontiti, ammaccati, contusi, quasi spogliati, passavano sulle teste degli spettatori, rimbalzando come palle di gomma. Erano sopratutto i yankees che si mostravano i più feroci.
Forse non si erano mai trovati a tanta festa!....
— Su la legge!... — urlavano.
— In alto!... In alto!... Su, un'altra volata!... Hurràh!... Hurràh!...
— Un'altra volata!... Su, intonate l'yankee Dodle!... —
I cinque policemen, più morti che vivi, balzando e rimbalzando sopra le tube lucide degli spettatori, andarono a rotolare sul banco d'un bar, fracassando bottiglie, vasi, bicchieri e facendo scappare il proprietario ed i suoi garzoni.