.... e la macchina s'era messa in moto, a rischio di frantumarsi contro.... (Cap. XI).
— Possediamo tutto l'occorrente per guarire simili ammalati, è vero, Dik?
— Sì, signore. Come vi ho detto, io rispondo di tutto.
— Ecco un buon medico!... — esclamò lo studente.
L'automobile fu fatta indietreggiare fino al villaggio, presso la catapecchia del capo, fra le urla degli abitanti, i quali a poco a poco erano ritornati, senza che gli esploratori potessero comprendere se erano grida ostili o di gioia.
Cominciava a far buio poichè le giornate sono straordinariamente corte d'inverno, sotto quelle alte latitudini, ed un vento freddissimo si era alzato sulla vastissima baia, soffiando con molta violenza e spingendo innanzi a sè nubi di nevischio.
Era il momento di ritirarsi nel comodo carrozzone-salon e di accendere la stufa.
Anche gli abitanti cominciavano a rifugiarsi nelle loro catapecchie, dove già le donne avevano accese le puzzolenti lampade.
Fuori non rimanevano che i cani, scorazzanti in mezzo alla neve, insensibili al freddo ed al vento.
Un bel buco sotto la neve e la loro casa era pronta e preferibile forse al pestifero corridoio delle capanne.