— Signore, — disse Dik al canadese. — Io non soffro affatto al freddo e se non vi rincresce dormirò sulla mia macchina, così sorveglierò anche questi uomini.

Non dobbiamo fidarci poichè, a quanto ho capito, ritengono il nostro treno come un genio malefico destinato a distruggere tutta la selvaggina che è così necessaria per la loro esistenza.

Prima di addormentarmi visiterò il motore e vedrò se vi è realmente qualche guasto.

— Fate come volete, Dik, — rispose il canadese. — Per mio conto preferisco addormentarmi presso la stufa.

— E sui nostri comodi lettucci, — aggiunse lo studente.

— Io starò benissimo anche sotto la capote della macchina, — rispose l'ex-baleniere. — Buona notte, signori. —

Si erano già congedati dal capo e dall'angekok, i quali si erano pure ritirati nelle loro capanne.

Il canadese e lo studente, che si sentivano investire furiosamente dalle raffiche nevose, si ritrassero in fretta nel carrozzone, mentre l'ex-baleniere caricava tranquillamente la sua grossa pipa insensibile al freddo ed alle folate, mormorando:

— È questo il momento di mettermi ai servigi di mister Torpon e di mantenere le mie promesse. By-god!...

Diecimila dollari non si gettano via come se fossero sabbia.