I poveri diavoli stringono disperatamente i denti e fanno degli sforzi sovrumani per liberarsi dalle mani di ferro che li tengono inchiodati?
Tutto è inutile. Delle dita brutali afferrano e stringono i loro nasi. Non vi è altro da fare: o bere, o morire asfissiati.
— Giù!... Giù!... — urlano gli spettatori che si sospingono furiosamente. — Date da bere alla giustizia!... Ubbriacate la legge!... —
Le bottiglie vengono alzate e cacciate a forza. I policemen bevono, bevono disperatamente, sbuffando, contorcendosi.
I loro occhi si gonfiano e pare che da un momento all'altro debbano schizzare dalle orbite; i loro denti stridono sui colli delle bottiglie, tentando, ma invano, di sgretolare il vetro.
Il wisky ed il gin gross gorgoglia entro le loro gole e scende negli intestini.
Una ubbriachezza fulminante coglie i cinque rappresentanti della legge, i quali finiscono per rimanere immobili come se fossero morti.
— Basta!... — gridano i bookmakers. — Per ventiquattro ore la legge non ci darà fastidio. Gentlemen!... I campioni ci aspettano!... Teniamo le scommesse!... —
CAPITOLO II. Una partita di «boxe».
Durante quella baraonda, il campione canadese e quello americano non si erano scostati dall'automobile che si teneva sempre nel centro della pista e sul quale si trovava miss Ellen Perkins, appoggiata graziosamente al volante.