I relativi partners avevano tenuto loro compagnia, conversando tranquillamente cogli allievi e non cessando di fare loro delle raccomandazioni per fare una bella figura dinanzi ad un pubblico così imponente che doveva, alla stretta delle cose, giudicare della superiorità della scuola americana o della inglese.
Vedendo la folla rovesciarsi in massa verso il centro della pista, il signor di Montcalm e Torpon si erano affrettati a denudarsi fino alla cintola, malgrado il freddo ancora intenso che regnava sull'immensa regione canadese.
Era necessario sbrigare la faccenda, poichè il brigadiere dei policemen, quantunque vigorosamente inseguito da una dozzina di buoni corridori, era riuscito a scavalcare la cinta prima di poter essere acciuffato, ed era scomparso in direzione del fiume, per raggiungere forse qualche ufficio telegrafico.
— Signor di Montcalm, — disse Torpon, dopo di essersi ben stiracchiato e di essersi battuto rumorosamente il largo petto. — Volete che cominciamo? Sono curioso di vedere se il destino si stancherà di mantenerci sempre al medesimo livello. By-good!... Qualcuno di noi deve ben essere il più forte e strappare la vittoria.
— Quando vorrete, signor mio, — rispose il canadese, il quale si stava facendo stropicciare i muscoli delle braccia dal suo partner, che era stato anche il suo maestro.
— Miss Ellen, aprite gli occhi allora e non perdete un colpo, poichè voi sola sarete giudice competente. —
La giovane abbozzò un sorriso di soddisfazione, staccò le mani dal volante e dopo essersi ravviata, con una mossa brusca, i biondi capelli, s'alzò in piedi.
— Miss Ellen, — disse a sua volta il canadese, — voi mantenete sempre il vostro giuramento?
— Più che mai, — rispose la giovane americana. — La mia mano apparterrà al vincitore.
— Grazie, miss. Signor Torpon, vi aspetto. —