— Dik!... Dik!... — ripetè il canadese. — In nome di Dio, rispondete!... Che cosa succede? —

Un gruppo di uomini armati di archi e di ramponi si diresse verso il carrozzone-salon. Karalit era con loro e stringeva in una mano la rivoltella ancora fumante.

— Miserabile!... — gridò il canadese, puntandogli contro il mauser, mentre lo studente, aperto un altro finestrino, agitava la sua grossa Colt, minacciando di sparare. — Contro chi hai fatto fuoco? Che cosa significa tutto questo baccano? Rispondi o ti uccido come un lupo arrabbiato.

— Non sono stato io a tirare quei due colpi, bensì il tuo marinaio, — rispose Karalit. — Per poco non mi uccideva.

— Perchè?

— Non lo so.

— Dov'è il mio marinaio?

— Lo abbiamo legato ben bene e cacciato dentro una capanna.

— Per qualche motivo deve aver sparato, tanto più che era tuo amico e quindi non poteva nutrire odio alcuno verso i tuoi sudditi.

— Ah, io non lo so, — ripetè Karalit.