Niente intimoriti dalle grida e dalle minaccie del canadese, si erano disposti in modo da formare un grand'arco che al momento propizio doveva chiudersi intorno ai due esploratori.

Essendo in buon numero, la vittoria non poteva riuscire difficile, poichè il canadese e lo studente non avevano da difendere il solo carrozzone, bensì anche l'automobile, il quale non offriva una difesa completa, quantunque la capote di cuoio fosse abbastanza resistente per arrestare le freccie.

Non vi era quindi un momento da perdere. Era necessario arrestare la marcia dei pescatori di balene con un fuoco terrorizzante, prima che il cerchio fatale si stringesse.

— Siete pronto, Walter? — chiese il signor di Montcalm, dopo d'aver intimato agli assalitori, per l'ultima volta, di ritornare alle loro capanne e di mettere in libertà Dik, senza aver ottenuto obbedienza.

— Quando vorrete, — rispose lo studente.

— Allora diamo battaglia. Tanto peggio per loro, se subiranno delle perdite crudeli. —

Due colpi di fuoco squarciarono l'aria illuminando per un istante la notte cupa, poi seguì un craac craac precipitoso.

I serbatoi dei mausers si vuotavano, seminando la bianca pianura di proiettili.

Gli esquimesi, sorpresi da quel fuoco intenso che pareva non dovesse finire più, e terrorizzati da quella continua successione di detonazioni, erano balzati in piedi tentando di arrestare quella grandine di palle con delle volate di freccie, poi vedendo che alcuni compagni erano già caduti urlando di dolore, per la seconda volta si erano slanciati a corsa furiosa verso il loro villaggio, ricacciandosi nelle loro gallerie e quindi nelle capanne.

La rotta era completa. I mangiatori di lardo ne avevano avuto abbastanza, poichè avevano lasciato sul terreno altri cinque uomini e tutti colpiti in pieno petto da quei terribili bersaglieri.