— Io sono venuto da te come amico, — balbettò il capo, il quale guardava con spavento la canna del fucile.

— Ed io ti tratto come un nemico pericoloso invece, — rispose il canadese. — O mi obbedisci o sparo.

Getta quell'arma!... —

Karalit capì benissimo che quello non era il momento di esitare nè di tentare una qualunque resistenza, e lasciò cadere la rivoltella, mentre l'angekok, che tremava come una foglia, gettava via la fiocina.

— Ora ordina ai tuoi uomini di mettere subito in libertà il prigioniero.

— Andrò a prenderlo io stesso.

— No, amico, — disse il canadese. — Darai l'ordine rimanendo qui.

— Ti prometto....

— Non promettere niente, perchè già non ti crederei. —

L'esquimese digrignò i denti e brontolò qualche cosa, poi finalmente si decise a lanciare delle grida che dovevano avere il loro significato, poichè pochi momenti dopo dal corridoio d'una capanna usciva una forma umana, la quale si diresse sollecitamente verso l'automobile.