— Dik!... Dik!... — gridarono ad una voce il canadese e lo studente.

— Buona sera, signori, — rispose l'ex-baleniere, colla sua solita voce tranquilla. — Spero che non vi sarete troppo inquietati della mia prigionia.

— Un po' sì, — disse lo studente. — Avrebbero potuto uccidervi.

— Ah!... Baie!... Questi uomini non sono così cattivi come credete, e se non si fossero cacciati in testa che la nostra macchina è una divoratrice d'orsi e di foche, non ci avrebbero dato nessun fastidio.

Che cosa volete, sono un po' superstiziosi. Ecco tutto.

Signor di Montcalm, regalate loro alcune bottiglie di gin, se non vi spiace, tanto per compensarli delle perdite subìte.

— Che hanno volute, — disse lo studente.

— Dategliele pure, — disse il canadese, — e lasciate pure al capo la vostra rivoltella. —

L'ex-baleniere aprì il carozzone, empì un canestro di bottiglie e le portò a Karalit, il quale pareva ancora istupidito.

— Va a berle alla nostra salute coi tuoi sudditi, — gli disse.