— Andate a prendere le vostre pelli di lontra e salite con noi. In un paio d'ore saremo al forte.

— Che macchine meravigliose s'inventano oggi!... — esclamò il cacciatore. — Grazie, signore, siamo con voi. —

Cinque minuti dopo il treno riprendeva la sua corsa verso il settentrione, costeggiando la baia d'Hudson, e due ore più tardi giungeva dinanzi al forte di Churchill, il più settentrionale che la Compagnia abbia fondato su quelle sterminate plaghe spazzate dagli uragani polari.

CAPITOLO XVII. Una battaglia coi trichechi.

La Compagnia delle Pelliccie, che conta oltre trecento anni di esistenza, tiene un numero ragguardevole di stabilimenti che chiamansi forti, disseminati su quella immensa regione che è sottoposta al dominio britannico e che dai confini degli Stati Uniti va fino oltre il circolo polare Artico, ed è bagnata dall'Atlantico e dal Pacifico.

Quei forti non sono gran cosa, poichè consistono in un fabbricato centrale, per lo più in pietra, ed in poche tettoie dove vengono conservate le pelliccie in attesa che la buona stagione permetta di spedirle verso i porti più prossimi per poi disperderle pel mondo intero.

Un capitano, chiamato il borghese, li comanda ed ha sotto di sè venti o trenta cacciatori, per la maggior parte canadesi, tiratori infallibili che di rado sbagliano i loro colpi, ed abituati a sfidare tutte le fatiche e tutte le intemperie.

Dopo lo sgelo quei bravi avventurieri si mettono in campagna, facendo strage di lupi, di volpi bianche ed azzurre, di martore, di foche, di morse, di alci, di wapiti, di daini mooses, di lontre dalla pelliccia preziosissima, che si paga perfino mille e cinquecento lire, ed anche di orsi bianchi.

Vanno lontano, percorrendo regioni quasi inesplorate, vivendo alla meglio sotto tende o capannuccie improvvisate con avanzi di navi naufragate e con ossami di balene e di capidogli, e non ritornano fino a che le loro slitte, tirate da grosse mute di cani, non siano ben cariche.

Quelli che rimangono al forte attendono le tribù indiane ed esquimesi che accorrono numerose a vendere pelli e ricevere in cambio coperte, polvere, fucili e ornamenti per le loro donne.