Lo chaffeur stava per obbedire, quando si udì uno scricchiolìo fortissimo seguìto da un crac spaventevole.

— Sprofondiamo!... — urlò Walter.

Lo strato gelato si era improvvisamente spezzato sotto il peso ed il treno intero era precipitato in un abisso apertosi sotto le sue ruote.

Tre urla si erano confuse in una sola, tre urla di spavento, seguìte un istante dopo da un rombo.

Il canadese, lo studente e l'ex-baleniere si sentirono proiettati innanzi, come se una bomba fosse scoppiata dietro di loro, e stramazzarono in mezzo a degli ammassi di neve più o meno indurita, mentre il motore dell'automobile si arrestava di colpo.

Trascorsero parecchi minuti, poi un uomo si alzò penosamente, tastandosi le costole e le gambe.

— Corpo di tutti i fulmini di Giove e di tutti i suoi parenti!... — esclamò. — Questo si chiama un capitombolo, almeno all'Università di Cambridge!... —

Stette un momento immobile, come istupidito, guardando l'automobile e la vettura che si erano affondati in mezzo ad un enorme cumulo di neve, poi si slanciò avanti come un pazzo.

Aveva scorto un corpo umano pochi metri più innanzi.

— Signor Gastone!... Signore!... — urlò con quanta voce aveva in corpo.