Il signor di Montcalm giaceva dinanzi a lui colle braccia e le gambe allargate e gli occhi socchiusi.
— Fulmini!... — gridò lo studente, spaventato. — Del wisky, del gin!... —
Si precipitò verso la vettura che si trovava quasi rovesciata su un fianco, ma per un caso miracoloso ancora in buon stato, levò la sbarra che chiudeva la porta, si gettò nell'interno ed uscì con una bottiglia in mano.
Spezzò il collo contro la parete di ghiaccio e versò nella bocca aperta del canadese alcuni sorsi di wisky.
Uno sternuto sonoro fu la risposta, accompagnato da due o tre colpi di tosse.
— Buon segno!... — esclamò lo studente allegramente. — I morti non sternutano nè tossiscono. Hurràh!... Hurràh!... —
Il signor di Montcalm si era messo a sedere, guardandosi intorno con un vivo stupore.
— Walter, mi ubbriacate? — chiese con voce abbastanza robusta. — Ah!... Diavolo!... Siamo caduti, è vero?
— Pare di sì, signore, — rispose lo studente.
— Mi ricordo vagamente....