— Ed anch'io.
— E Dik?
— Non so se sia morto o vivo. Spero però che la sua ossatura da bisonte non avrà ceduto.
— E l'automobile?
— Ce ne occuperemo più tardi, signore. Mi pare che non abbia gran che sofferto. Ce lo dirà Dik, se sarà ancora vivo.
— Ne avreste dubitato? — chiese in quel momento una voce un po' ironica. — I balenieri hanno la pelle dura, mio caro signore. —
La testa di Dik era in quel momento comparsa fra un grosso ammasso di neve che si trovava a cinque o sei metri dall'automobile.
Una fortuna veramente prodigiosa aveva protetto i tre esploratori, poichè se fossero stati scaraventati un po' più innanzi si sarebbero fracassate le ossa sulla superficie quasi liscia del sotto-campo di ghiaccio, duro quasi quanto il granito.
Il baleniere, facendo forza di braccia, uscì dal cumulo, si scosse di dosso la neve che gli si era appiccicata alla pelliccia, e dopo d'aver aspirata l'aria freddissima, empiendo per bene i suoi polmoni, disse:
— Nulla di spezzato nè dentro nè fuori. Non poteva andare meglio.