Sarà per un'altra volta.

— Siamo disgraziati, miss, — disse Torpon.

— È proprio vero, master, ma che cosa volete farci? Cercheremo un altro luogo dove potrete battervi.

— Sì, dovessimo recarci al polo, — disse il signor di Montcalm. — Là almeno non ci troveremo sempre dinanzi questi odiosi policemen.

— Su, salite, gentlemen. Approfittiamo di questo istante di sosta, — disse la giovane americana. — Usciremo dall'altra parte della pista. —

I quattro uomini si arrampicarono sull'automobile, coprendosi frettolosamente coi loro soprabiti bene impellicciati e si misero dietro alla miss impugnando quattro grosse rivoltelle Colt.

— Avanti!... — gridò mister Torpon.

L'automobile ebbe un sussulto, poi si scagliò attraverso la pista verso il lato sgombro, filando colla velocità d'una rondine marina.

Il passo era libero, poichè tutti gli spettatori si erano rovesciati verso l'entrata del recinto che stava per essere forzato dai poliziotti e dai dragoni del 3.º Reggimento della Regina.

In un lampo l'automobile raggiunse l'uscita che si trovava verso l'estremità meridionale e si scagliò, sbuffando e rumoreggiando, sulla strada che conduceva verso il fiume S. Lorenzo, avvolgendosi in un turbinìo di nevischio.