— Per tutti i fulmini di Giove!... Come mostrano i denti e rizzano i baffi!...

Erano delle morse, chiamate anche trichechi, e dagli esquimesi: awak. (Cap. XVII).

— Fate fuoco!... Voi chiacchierate troppo.

— Non sono un baleniere io, mastro Dik. I lupi di mare, si sa già da lungo tempo, sono assai avari di parole.

— E prendono le balene.

— Ed io, pur chiacchierando, vi mostrerò, mastro Dik, come si ammazzano i trichechi. —

L'allegro campione di Cambridge balzò giù dall'automobile e sparò sei colpi uno dietro l'altro, facendo stramazzare altrettanti giganti polari. Sparava con una sicurezza meravigliosa ed anche con una calma stupefacente, che strappava grida d'ammirazione al canadese. Perfino il baleniere pareva estremamente stupito.

Sei morse, colpite tutte alla testa, erano cadute l'una vicina all'altra, senza però far indietreggiare le altre, le quali anzi parevano decise a scagliarsi contro il treno e tentare di metterlo a pezzi.