— Mastro Dik, — disse lo studente. — Che vogliano, queste otri d'olio, provare su di noi la robustezza delle loro zanne?
— Continuate, — rispose l'ex-baleniere. — Poi lancerò il treno a tutta velocità e passeremo su quei mastodonti che creperanno appunto come otri.
— E manderete l'automobile a sprofondarsi nella baia, — disse il canadese, il quale era pure balzato a terra, armato di un fucile.
— Non ci pensate, signore: io rispondo di tutto. —
Walter aveva riempito il serbatoio ed imbracciato nuovamente il mauser.
— Voi a destra, signor Gastone, ed io a sinistra. Per tutti i fulmini di Giove!... Dovremo preparare agli orsi bianchi un banchetto colossale?
— Sparate, — disse Dik. — Io mi preparo a caricare a fondo. —
Fu un vero fuoco di fila che rimbombò ai due lati dell'automobile. Lo studente ed il canadese gareggiavano in abilità e le morse cadevano sotto i loro colpi, fulminate da quei colpi meravigliosi che le toccavano al cuore o al cervello.
Le compagne, rese furiose per le perdite subite, non accennavano affatto a cedere il campo.
In file compatte, s'avanzavano verso l'automobile, trascinandosi penosamente, con delle contrazioni furiose, tentando di venire a contatto.