Una barriera di fuoco divide gli assaliti dagli assalitori, barriera che diventa di momento in momento più gigante, poichè dei volonterosi l'alimentano, scaraventandovi in mezzo non più delle bottiglie, ormai esaurite, bensì dei fiasconi pieni di liquori, l'ultima riserva dei bars.

È troppo!... Un'altra volta la legge sta per essere soprafatta da quegli ostinati ed il pericolo è gravissimo poichè policemen, dragoni e cavalli sono inzuppati di gin, di brandy, di wisky e d'altri liquori infiammabilissimi.

I dragoni del 3.º Reggimento della Regina non devono indietreggiare. Non sono dei poliziotti.

Fra i crepitii dell'incendio si odono i comandanti a urlare:

— Armate i moschetti!... —

Quel comando fa l'effetto d'una doccia gelata. I diecimila spettatori lasciano il campo libero alla legge e si scagliano attraverso il turf, scappando, colla velocità di tante lepri, dall'altra uscita.

CAPITOLO III. Un duello all'americana.

Mentre la folla fuggiva, udendo crepitare i primi colpi di moschetto, fossero pure sparati in aria pel momento, l'automobile di miss Ellen Perkins, giungeva felicemente sulla riva di quel fiume gigante che si chiama il S. Lorenzo, il maggiore che solca il Canadà e che è così vasto e così profondo da permettere alle navi di spingersi, senza correre alcun pericolo di arenarsi, fino a Montreal ed anche molto più sopra.

Un gran numero di ferry-boat e di pontoni, noleggiati dagli spettatori americani giunti da Boston, da New-York e da altre città più lontane, stavano ancorati lungo la sponda.

Il signor di Montcalm si era alzato e dopo d'aver accostato le mani alla bocca come per fare porta-voce, aveva gridato con voce stentorea: