— Non sarebbe prudente montare la guardia, signor Gastone? — chiese lo studente.
— Lo ritengo affatto inutile. Con questa oscurità i buoi non oseranno assalirci, nè d'altronde credo che siano stati essi a danneggiare la nostra macchina.
Forse è avvenuto quel guasto in causa dell'intenso freddo.
Orsù, a letto. —
Tornarono a spegnere la lampada per non attirare l'attenzione dei maledetti animali, e si cacciarono, dopo essersi a metà spogliati, sotto le coltri.
Malgrado le loro preoccupazioni — preoccupazioni che Dik non condivideva di certo — tutti si addormentarono.
Dei muggiti minacciosi che si ripercuotevano perfino dentro il carrozzone, li fecero balzare in piedi dopo moltissime ore di sonno.
Una luce scialba, grigiastra, trapelava a malapena attraverso i vetri dei finestrini, incrostati esternamente d'uno spesso strato di ghiaccio.
— Per tutti i fulmini di Giove!... — esclamò lo studente, precipitandosi sul suo fucile. — Ci sono addosso. —
Aprì, non senza fatica, un finestrino e guardò al di fuori.