La sirena lacerò l'aria, mentre il motore ricominciava i suoi teuff-teuff affannosi.
Walter in quattro salti raggiunse l'automobile ormai visibile pei suoi fanali proiettanti attraverso la nebbia due splendidi fasci di luce, si slanciò sul predellino e cadde fra le braccia del canadese il quale gridò subito:
— Via Dik!... A cinquanta miglia!... —
Poi prendendo una bottiglia di wisky ancora mezza piena, la porse allo studente, dicendogli:
— Mandate giù un sorso e poi sparate. —
I buoi muschiati giungevano come una valanga, in gruppo serrato, le teste basse, colle corna quasi rasentanti la superficie gelata.
Guai se tutte quelle masse, lanciate come erano, si fossero precipitate addosso al treno. Fortunatamente giungevano con qualche mezzo minuto di ritardo.
— Via, Dik!... — ripetette il canadese, impugnando le due grosse Colt.
L'automobile scricchiolò tutta sotto lo sforzo supremo fatto per sbarazzare le sue ruote dal ghiaccio che le imprigionava, con un salto raggiunse il livello del banco e si slanciò innanzi rumoreggiando sinistramente.
I buoi vedendola fuggire non interruppero la loro corsa, anzi raddoppiarono di velocità, ma un fuoco terribile partito dai due lati dell'automobile e che gettò a terra tre o quattro di loro li obbligò ben presto a sostare.