Mezz'ora era trascorsa e cinquanta chilometri erano stati divorati, quando la vettura fece un soprassalto e si rizzò come un cavallo che s'impenna sotto una terribile frustata, poi ricadde raddoppiando la corsa.

L'ex-baleniere aveva mandato un grido.

— Che cosa è accaduto, Dik? — chiese il canadese, il quale per poco non era stato scaraventato sul pak dal contraccolpo.

— L'automobile si è alleggerita e mi scappa sotto le mani.

— Alleggerita di che cosa?

— Corpo di tutti i fulmini di Giove!... — gridò in quel momento lo studente, il quale si era alzato aggrappandosi all'orlo della capote di cuoio. — La vettura si è staccata ed è rimasta indietro!...

— Mille dannazioni eterne!... — urlò il canadese.

— Devo frenare? — chiese Dik.

— Lasciamola andare per ora, — rispose il signor di Montcalm. — Tornare, sarebbe come cercare la morte.

Torneremo più tardi a riprenderla se il ghiaccio non l'avrà inghiottita.