— Dove siete? — gridò il canadese. — Sono venuto a salvarvi!... Non abbiate alcun timore!... —

Aveva già raggiunta la cima della piattaforma, quando un uomo gli rovinò addosso, bestemmiando.

Stringeva fra le mani un fucile, impugnandolo per la canna.

— Ah!... Miserabile!... — gridò, con accento feroce. — Ti ho trovato finalmente ed ora ti uccido!... Tu non andrai al Polo!...

— Voi.... Torpon!... — aveva gridato il canadese, balzando indietro. — Disgraziato, che cosa volete fare? —

Era proprio il yankee, il suo rivale, che gli stava dinanzi, spaventosamente dimagrito, colla pazzia negli sguardi, il viso smunto, col naso gelato e già intaccato dalla cancrena.

Che cosa era toccato a quel miserabile, ritrovato in vista, anzi a poche centinaia di metri dal Polo? Dov'era la sua automobile? Dov'erano i suoi compagni, poichè non era ammissibile che si fosse slanciato da solo nella grande e perigliosa impresa?

Il canadese volle andar solo ad inalberare la bandiera... (Cap. XXV).