— Torpon!... —
Dik e Walter si erano slanciati giù dalla spiaggia, spingendo i loro sguardi al largo.
In quel momento un secondo sparo rimbombò, e sui fianchi d'un enorme ice-berg, il quale oscillava spaventosamente a cinque o seicento metri dalla sponda, salì una nuvoletta di fumo.
— Un uomo laggiù!... — disse l'ex-baleniere.
— Aspettatemi qui!... — gridò il canadese. — Chiunque sia cercherò di salvarlo. —
Afferrò i remi e fece volare il canotto sulle acque spingendolo verso la gigantesca montagna di ghiaccio la quale, quantunque il mare fosse calmo, continuava a rollare come se fosse lì lì per perdere l'equilibrio e rovesciarsi.
Su una specie di piattaforma che declinava verso l'acqua, una forma umana era comparsa ed agitava pazzamente le braccia, urlando a squarciagola:
— Help!... Help!...["Aiuto!">[. —
Il canadese, abilissimo canottiere, come tutti i suoi compatriotti del S. Lorenzo, in pochi minuti attraversò la distanza, gettò un gancio sul ghiaccio e balzò sulla piattaforma.
L'uomo che gridava era scomparso qualche istante prima dietro una sporgenza.