Con un balzo improvviso si era scagliato sul canadese, mandando un ruggito di belva.
Il suo avversario che già si teneva in guardia, aspettandosi qualche brutto giuoco da parte di quell'uomo a cui le sofferenze avevano guastato il cervello, con un salto di fianco si sottrasse al calcio del fucile che avrebbe dovuto spaccargli la testa, poi gli si precipitò addosso afferrandolo strettamente e gridando:
— Arrenditi!... Ho un coltello nelle mie mani!... —
La risposta fu una bestemmia seguita da uno scroscio di risa.
L'americano aveva lasciato cadere la carabina ed aveva, a sua volta, avvinghiato il canadese, cercando di spingerlo giù dalla piattaforma e scaraventarlo nel mare.
Una lotta terribile, feroce, si era impegnata fra i due uomini, i quali ormai non avevano altre armi che le loro mani, poichè anche il canadese si era lasciato sfuggire il bowie-knife.
Erano caduti sul ghiaccio e si rotolavano tentando di sopraffarsi e scambiandosi, quando potevano, dei poderosi pugni.
Imprecazioni e ruggiti di belve in furore sfuggivano dalle loro labbra.
Walter e Dik, impotenti, assistevano a quella lotta selvaggia senza nulla poter tentare, poichè il canotto era rimasto fisso al ghiaccione col raffio.
Intanto l'enorme ice-berg, sospinto dal vento polare, s'avvicinava alla spiaggia rollando sempre più spaventosamente.