— Che sia proprio morto, Torpon?
— Vorrei sperarlo, signor Gastone, — rispose lo studente.
Nel carrozzone, bene riscaldato, poichè la stufa, abbondantemente alimentata, brontolava più forte che mai facendo gorgogliare il ramino per l'acqua del thè, regnò per alcuni istanti un certo silenzio.
Il canadese, che si trovava coricato sul suo lettuccio, sepolto sotto un mucchio di coperte di lana, aveva alzato la testa e pareva che ascoltasse ansiosamente.
— Walter, che l'abbia trovato? — chiese finalmente.
— Io spero di no, — ripetè lo studente, versando l'acqua bollente nella teiera dove aveva già messo due cucchiai di thè polvere di cannone.
— Quell'uomo era pazzo.
— Era un gran birbante invece, signor Gastone. Cercava di spingervi nell'abisso. —
In quell'istante la porta si aprì e comparve l'ex-baleniere.
— Nulla? — chiesero ad una voce il canadese e lo studente.