— E le armi? — chiese il signor di Montcalm.

— Oh!... Non sarà difficile trovare due solidi bowie-knife press'a poco uguali.

Gli armaiuoli non mancano ad Oswego e s'incaricheranno i nostri partners di trovarceli.

Sono appena le sei e si chiude un po' tardi nelle nostre città.

Ora signori ceniamo da buoni amici, allegramente, e non manchiamo di fare un brindisi a quello che domani mattina andrà a portare i nostri saluti a Caronte. —

Quattro negri avevano cominciato a portare, su dei grandi ed artistici vassoi d'argento, delle vivande diverse che esalavano dei profumi da far venire l'acquolina in bocca anche ad un morto, mentre un quinto disponeva sulla tavola, dinanzi a ciascun commensale, delle bottiglie polverose che portavano delle marche celebri.

I quattro uomini, tornati improvvisamente gai, diedero subito un formidabile assalto alle diverse portate, scherzando amabilmente e deridendo i negri. Pareva che avessero già dimenticato che uno di loro stava ingollando il suo ultimo pasto.

Suonavano le sette alla ricca pendola dorata, collocata all'estremità del vasto salone, quando mister Torpon si alzò, dicendo:

— Vado ad accomodare l'affare col proprietario, mentre la bottiglia di champagne gela per brindare al morto.

— Ed io vado a provvedere le armi, — disse il maestro di boxe del canadese.