Due gemiti e qualche bestemmia avevano risposto.
Quasi nel centro della sala, a tre passi l'uno dall'altro, giacevano i due rivali, ciascuno con un coltello piantato nel petto.
I partners, in preda ad una emozione facile a comprendersi, si erano gettati verso i disgraziati e subito un grido di stupore era sfuggito dalle loro labbra.
Caso assolutamente straordinario, quasi incredibile! I due rivali si erano colpiti nel medesimo punto, sotto la terza costola di destra e le lame non erano penetrate che per pochi centimetri, pur rimanendo infisse.
Il dolore provato e sopratutto l'emozione, avevano atterrati quei due giganti e li avevano fatti svenire.
— Che cosa dite voi, mister Patterson? — chiese il maestro di boxe canadese.
— Che il destino non vuole che nessuno di questi uomini sposi miss Perkins, — rispose il boxer americano.
— Comincio a crederlo anch'io.
— Presto, leviamo i bowie-knife e portiamo i feriti a letto.
Agite con precauzione, senza strappi, mister Hall.