— Non infuriatevi, signor di Montcalm, — disse il boxer. — Non dimenticate che siete ferito e che non so dove la punta del coltello del vostro rivale sia giunta.

— Sono ancora vivo.

— Lo vedo, corpo di centomila bombe!... Diavolo!... Ci vorrebbe altro che i miei allievi morissero così presto!

— Dov'è Torpon? — chiese il canadese, coi denti stretti.

— Nella stanza vicina e non è ancora tornato in sè. —

Il signor di Montcalm si passò per la seconda volta una mano sulla fronte, senza fare smorfie questa volta, poi disse con voce un po' rauca:

— Avesse almeno ucciso me!...

— Ah no, signor mio!... C'è sempre tempo a morire.

— Eppure bisogna finirla e romperla con questo perverso destino che ci perseguita con tanto accanimento.

— Udiamo, signor di Montcalm.... ma ditemi prima se soffrite a parlare.