— Si dice che sia la fanciulla più indiavolata di tutti gli Stati della grande Unione Americana. Ah!... Che demonio!... Amazzone intrepida che sfida e vince perfino i famosi cow-boys del lontano Far-West, canottiera insuperabile, automobilista, spadaccina, lottatrice e che so io?... È la regina dello sport.

— E che cosa viene a fare qui, gentleman, se non vi annoio?

— Tutt'altro, giovanotto. La bella miss, poichè converrete con me che è una fanciulla meravigliosa....

— Ho un buon paio d'occhi anch'io, gentleman. Sarei pronto pei suoi begli occhi, a sfidare nuovamente tutti gli studenti dell'Università di Cambridge alla corsa, al salto, alla corsa con ostacoli, al getto del martello....

— Ah!... Siete uno sportman anche voi, a quanto pare, — disse l'americano, interrompendolo. — Allora capirete meglio le cose.

Dunque dovete sapere che due uomini si disputano la mano di quella bellissima creatura, e sono i due più celebri sportmans dell'America del nord. Se non fossero tali, avrebbero potuto rinunciare subito a qualsiasi speranza di conquistare il cuore di quella indiavolata fanciulla.

— Chi sono? Ma.... scusate, finchè gli altri continuano a sfiatarsi sarebbe meglio che voi accettaste, se non vi spiace, un crabmeat cocktail, tanto più che il vostro bicchiere è vuoto.

— Un yankee non rifiuta mai, giovanotto, — disse l'americano, avviandosi sollecitamente verso il banco più vicino.

L'inglese gettò dinanzi al proprietario del bar improvvisato una sterlina fiammante, non senza mandare un sospiro, gridando per coprire il frastuono che faceva rintronare sempre la vasta pista.

— Due crabmeat.... presto.... non abbiamo tempo da perdere. —