— Io dico ciò possibilissimo, — rispose l'americano, senza esitare.

— Aggiungerò anzi che si dice che se il raid intorno al mondo riuscirà, come si spera, l'anno venturo i due giornali lancieranno una sfida polare attraverso l'Artico.

Sfruttate prima voi quel grandioso progetto e vi coprirete senza dubbio di gloria.

— Se non morremo, — disse il canadese, con un sorriso sardonico.

— Il destino che finora vi ha perseguitati, vi proteggerà, — disse la giovane americana, sempre più entusiasmandosi. — Volete la mia mano? Ebbene, marciate verso il Polo.

L'avrà, ve lo giuro, chi si sarà spinto più innanzi.

Se credete, disputatevela. —

Nel chiosco regnò un silenzio piuttosto lungo. I due rivali si interrogavano collo sguardo, mentre la miss versava il thè.

— Che cosa dite dunque voi, signor di Montcalm? — chiese finalmente Torpon.

— Che se voi tenterete di raggiungere il Polo, io vi contrasterò, con tutte le mie forze, la mano di miss Perkins, — rispose il canadese con voce grave. — Accada quello che si vuole, io tenterò quest'ultima lotta. Tanto peggio per me se i ghiacci inghiottiranno me e la mia automobile, o se gli orsi bianchi faranno colazione colle mie carni.