Si potrà notare che solo ne l'ultimo studio ho accennato a la Cassi, a la Fattorini e a la Belardinelli, di cui mancano qui i medaglioni, come mancano quelli de la Targioni-Tozzetti, de la Lenzoni, de la Buonaparte; ma le tre prime, a parer mio, quali inspiratrici del poeta furono creature più pensate che reali, vissero la vita de la sua fantasia, ne la quale, mai dimenticate, risorsero spesso, Silvia e Nerina specialmente, vivacissime parvenze d'un indimenticabile sogno. Senza dir poi che quanto se ne sa, fu detto e assai ben detto da altri.
Su la Targioni mi duole non aver potuto trattenermi; ma le notizie che intorno a la bella e graziosa Fanny si possono ritrarre dai libri sono affatto insufficienti a diradar l'ombra fitta che ce la nasconde, e la famiglia non acconsente a darne altre.
La Carlotta Lenzoni de' Medici e la Carlotta Buonaparte non furono pel poeta che gradite, fuggevoli conoscenze.
Debbo qui render grazie al conte Giacomo Leopardi, che mi fu largo di aiuto e con le sue ricerche mi procurò la conferma di quanto io scrissi riguardo a l'ignorato amore di Paolina Leopardi per Raniero Roccetti; al conte Nerio Malvezzi, che mi favorì parecchie notizie intorno a la Teresa Carniani Malvezzi e non poche lettere inedite a lei rivolte da chiari letterati del suo tempo; al prof. Americo De Gennaro Ferrigni, cui debbo non pochi ragguagli intorno a la vita di Paolina Ranieri; ed a parecchie altre gentili persone, che facilitarono le mie ricerche intorno a Madama Padovani, e che mi procurarono gran numero d'autografi inediti di Marianna Brighenti.
Se sotto la mano inesorabile de la critica tanti rosei veli cadono e tante figure che ci compiacevamo ammirare appaiono degne piuttosto di pietà, lasciandoci il rimpianto di un'illusione perduta e quasi un posto vuoto e difficile ad esser rioccupato nel pensiero, a taluno potrà, spero, riuscir piacevole che qualche immagine ormai sbiadita, se non cancellata dal tempo, ci si ravvivi dinanzi bella e degna e ci riveli amicamente un'ora, un momento de la vita del grande, cui abbellì di qualche raro sorriso la dolorosissima esistenza.
Esse, le donne gentili e care al poeta, rendano accetto con la loro grazia l'omaggio, invero troppo umile, di queste pagine pel Centenario che Recanati e l'Italia celebrano quest'anno.
Emma Boghen-Conigliani.
Firenze, febbraio 1898.