Ma la principessa in quel momento non udiva neppure le sprezzanti parole del marito. Ella teneva la testa alta e negli occhi chiari le brillava un lampo di pensiero pertinace.

—Tu non devi finire come un uomo qualunque,—ella disse.—Il nostro nome non deve essere vituperato, i nostri beni non voglio che passino nelle mani di un villano arricchito. Mi hai sempre disprezzata, ma io ti salverò.

Donna Camilla parlava tanto seriamente e con una convinzione così profonda da imporre rispetto al marito. In quel momento egli non avrebbe trovato una parola di scherno per lei.

—Esco e spero tornando di poterti dire che sei salvo, Pio,—ella aggiunse stendendogli la mano.

Il principe la fissava sbalordito, non la riconosceva quasi. La duchessa, sempre piangente, l'abbracciò e la baciò in fronte dicendole supplichevolmente:

—Camilla, salvalo!

Appena la principessa fu uscita dalla stanza, don Pio alzò le spalle con una mossa d'incredulità. Non era possibile che la moglie lo salvasse; e come doveva fare, lei così inetta, così incapace di pensare?

—Camilla vuol prolungare la mia agonia, Camilla è il mio tormento anche ora,—egli disse.—Sono perduto, rovinato!

Più del disonore che sarebbe ridondato su di lui se il giorno seguente non avesse potuto far onore alla sua firma, più di tutte quelle torture morali, che sogliono atterrire gli uomini minacciati dalla rovina, don Pio era intimorito dal fatto di quella banda di lavoranti, che veniva fino a Roma, fino al suo palazzo, a chiedergli il pane. La sua immaginazione gli rappresentava quei lavoranti stracciati, macilenti, gialli per la febbre, trascinantisi a fatica sulle lunghe vie della campagna, e gli pareva che si avvicinassero, che già fossero giunti e a ogni rumore egli sussultava e sentiva stringersi il cuore da una mano gelata, quasi le vanghe di cui erano armati i lavoranti venissero percosse contro l'uscio di camera sua.

Madre e figlio passarono un'ora tremenda, una di quelle ore cui si ripensa con orrore nei momenti di pace serena, e delle quali il ricordo solo basta a ridestare le angosciose sensazioni; e in quell'ora essi non scambiarono una parola, non fecero un movimento; pareva che si raccogliessero penetrati della tetra solennità della imminente sventura.