—Lo vuole il giornale!
—Ma che cosa intende dire?
—Intendo proporle di prendersi la proprietà della Stampa, purchè trasporti subito gli uffici in altro locale,—disse il principe.
Il Caruso riflettè un momento lisciandosi la barba e poi rispose:
—È un giornale che costa molto, molto, e non so se da solo io possa arrischiarmi a fargli le spese, specialmente dovendo trovare un altro locale e adattarlo a uso di tipografia e di amministrazione. Se invece mi lasciasse la casa, potrei trovare chi mi prestasse qualche capitale per pagarlo, e agevolandomi lei sul prezzo, forse ci si potrebbe accomodare.
Egli mercanteggiava sapendo in quali acque navigava il principe, e sperava di avere anche la casa con poco.
—Mi faccia una proposta,—chiese don Pio.
—Che vuole! lo stabile è grande, ma non rende nulla e non può servire altro che per giornale, e anche per giornale è incomodo; fu costruito in fretta, e se non si vuole che rovini, bisogna spenderci.
Mercanteggiava sempre, parlando con voce monotona, a fior di labbra come chi è indifferente e si lascia spingere svogliatamente a concludere un affare. Il principe s'impazientava e disse:
—Ma mi offra una cifra.