—Che so, un centinaio di mila lire, ma sono molte, perchè il giornale costa, il giornale divora i capitali e potrei rovinarmi.
—Vada per centomila lire,—disse il principe per farla finita,—ma il contratto si deve far subito e quella somma deve essere sborsata all'atto del contratto. Io parto e domani farò stendere l'atto di vendita.
I due contraenti si salutarono senza aggiungere Una parola, senza che il principe pensasse neppure di domandare all'altro notizie di Maria. In quel momento tutto taceva in lui; la paura solo della rovina e della miseria lo dominava.
E quando donna Camilla tornò al palazzo, recando in tanti chèques il mezzo milione, don Pio le buttò le braccia al collo e la duchessa pianse con la testa appoggiata sulla spalla della nuora, ripetendole:
—Grazie, figlia mia, grazie.
Un impiegato di casa Urbani fu spedito quella sera stessa sulla via della Marsiliana accompagnato dai carabinieri, a pagare e far retrocedere la banda minacciosa, e il giorno dopo furono ritirate le cambiali in scadenza e si firmò il contratto della cessione del giornale e della vendita dello stabile.
Ubaldo non stava in sè dalla gioia e già sognava di farsi eleggere consigliere comunale e poi deputato. Senza indugiare telegrafò alla moglie per parteciparle l'accaduto e per invitarla a tornar subito a Roma a fine di festeggiare il lieto avvenimento.
A quel telegramma Maria non potè rispondere con un rifiuto. Era tornata a Venezia e in fretta fece i bauli e partì per Roma, mentre il principe e la principessa della Marsiliana si ponevano in viaggio per la Germania dove era stabilito si sarebbero trattenuti fino all'autunno inoltrato. In quel tempo una persona di fiducia di chi generosamente aiutava don Pio, doveva sistemare gli affari, toglier di mezzo le cambiali, vender i terreni anche con molto scapito a liberarlo di quelle case nuove, grandi, che in mano di lui non rendevano nulla.
Nel caffè della stazione di Pisa, Maria e il principe s'incontrarono un momento per caso, ed ella stentò a riconoscerlo quando se lo vide davanti così cambiato e così vecchio.
—Mi perdona?—le domandò egli con voce quasi spenta.—Sono un povero malato di corpo e di spirito, che imploro da lei una dolce parola.