—Non ci avevo pensato,—disse il principe.—Del resto queste armi non si creano in un giorno.
In quel momento fu bussato leggermente, e, senza attendere risposta, la porta fu socchiusa e comparve la duchessa Teresa.
—Pio, ho bisogno di parlarti,—disse ella al figlio, senza curarsi della presenza di un terzo.
—Ci vedremo dopo colazione,—rispose il principe, cui premeva di continuare il discorso col Caruso.
—Avrei bisogno di sbrigare subito subito quest'affare,—rispose la duchessa, dando un tono leggermente imperioso alla voce.
Il Caruso, senza aspettare di essere congedato, prese il cappello, s'inchinò alla duchessa, e stendendo la mano al principe si diresse verso la porta.
—Potrebbe tornare qui oggi?—gli domandò.
—Come desidera,—rispose il Caruso col suo fare svogliato, e fatto un nuovo saluto e lasciando il principe nella incertezza sull'ora, uscì.
—Chi è quell'individuo?—domandò la duchessa a don Pio.
—Non lo so,—rispose egli con fare noiato,—nè mi curo di saperlo. È un individuo che mi aiuta a farmi eleggere deputato.